Franco Mondati



Premessa

Prima di inserire in rete le pagine seguenti, mi sembra giusto fare una premessa: all’inizio del percorso di questa ricerca non pensavo minimamente di arrivare a questo risultato. Infatti per caso mi ero ritrovato tra le mani un foglio in cui anni prima avevo appuntato uno schema sull’Apocalisse, elaborato a seguito delle lezioni del P. Ugo Vanni alla Gregoriana, in cui cervavo di mettere un ordine nella mia testa, nel groviglio all’apparenza inestricabile del testo giovanneo. All’epoca non ero riuscito a trovare quest’ordine, ma era rimasta la frustrazione e la voglia di capirci di più. Cercando di nuovo, a distanza di vari anni, ho trovato una porta, come se mi si fosse aperta la terra sotto i piedi, per cadere all’interno di una tomba etrusca inesplorata e piena di tesori.

Questo l’inizio, e poi, ironicamente, alla fine mi son trovato ad affermare cose diverse e in contrasto con quello che il professore ci insegnava. Per esempio, in occasione di un articolo che avevo scritto sulle prime risultanze della ricerca, telefonai al P. Vanni per chiedere consigli per la pubblicazione, ed egli cortesemente - come è nel suo stile - mi fece capire chiaramente che secondo lui lo schema che io affermavo di aver trovato non quadrava con la conoscenza che aveva lui del testo. Un’altra cosa: per lui la relazione tra Vangelo di Giovanni e Apocalisse si limitava ad alcuni temi, ma le due opere erano di autori diversi; e io arrivo ad affermare che sono un’unica opera! Dico questo non per contrappormi a lui, ma anzi per ringraziarlo di aver gettato dei semi di conoscenza e di curiosità, che poi sono germogliati in maniera inaspettata.

Un’ultima cosa: il risultato proposto è certamente frutto di un lavoro, gioioso e insieme faticoso, ma non è in nessuna maniera “mio”; anzi lo sento come un dono che ho ricevuto e che ho l’obbligo di mettere a disposizione di chi ama la Scrittura, la medita (jehege, Sal 1,2) giorno e notte, cioè la mormora sottovoce, secondo il valore etimologico del verbo ebraico, quasi a masticarla per farsene nutrimento, al contrario dei ribelli che meditano (jehegu, Sal 2,1), cioè bisbigliano fra di loro progetti vani contro Dio. Va precisato che questa “meditazione” non è affatto un atto di devozione intimistica, quasi da bigotti, ma è il lavoro più serio che un uomo possa fare, come ci insegnano i nostri fratelli maggiori nella fede, gli Ebrei. Devo allora precisare che il mio “lavoro” sulla Scrittura è di ordine sopratutto letterario, che riconosce nell’Opera giovannea delle strutture già presenti nell’A.T., e che cerca di ricostruire un quadro di cui noi moderni abbiamo perso le tracce. Questo è l’aspetto che può apparire più arido; ma da esso sgorga poi la comprensione dei valori che il testo ci vuole trasmettere. Con un esempio tra i più semplici: l’uso dei numeri e delle strutture basate su di essi non è fine a se stesso, ma dice in forma simbolica delle verità di fede, come nel caso dei 153 grossi pesci e del numero della Bestia, il 666, come vedremo più ampiamente in seguito.

Una indicazione per chi volesse visionare questo lavoro che propongo, è di tenere sempre sotto gli occhi il testo bilingue strutturato, che mette insieme il testo greco con a fronte la traduzione italiana, per rendersi conto del punto di ricaduta finale di tutto quanto dirò nelle pagine seguenti.

Franco Mondati

Volume 1

Esposizione del metodo e analisi delle risultanze della ricerca.

Volume 2

Schemi che mostrano le risultanze della ricerca.

Volume 3

Testo italiano e greco scandito secondo le regole interne trovate.